Questo libro racconta la vicenda di una persona che, per circa vent’anni, ha convissuto con una grave forma di mal di testa fino a individuare quella che, nel suo caso specifico, si rivelò essere una delle cause determinanti del disturbo. Per ragioni legate alla sua sfera privata, la persona al centro di questa storia ha scelto di non comparire con il proprio nome. L’esperienza narrata è tuttavia autentica e l’autore ne garantisce personalmente la veridicità. Per rendere il racconto più diretto e leggibile, la vicenda viene narrata in prima persona. La voce che il lettore incontrerà nei capitoli è dunque quella del protagonista, ricostruita sulla base del suo racconto e delle informazioni da lui fornite. Questa distinzione è importante perché autore e protagonista sono persone diverse e non coincidono né sul piano biografico né su quello delle scelte personali. È allora legittimo chiedersi perché un autore di fumetti e di libri dedicati ad argomenti di tutt’altra natura abbia deciso di affrontare una materia tanto delicata, dichiarando senza ambiguità di non possedere alcuna competenza medica specifica. La ragione è semplice. L’autore condivide con il protagonista alcuni principi etici e alcune scelte alimentari, ma non un percorso identico. Esiste una parziale comunanza di sensibilità, non una sovrapposizione delle esperienze. Anche su questo punto è opportuno essere precisi. L’autore ha escluso dalla propria alimentazione la carne dei mammiferi e i prodotti che ne derivano, compresi il latte e i suoi derivati. Il protagonista, invece, seguì per molti anni una scelta vegetariana più radicale, eliminando carne, pesce e uova e aumentando in modo considerevole il consumo di latticini.
Il mal di testa veniva dallo stomaco di Demetrio Piccini